Primo articolo del 2022, ed io in piena sessione universitaria mi ritrovo a scrivere questo articolo; Un articolo che non ho programmato di scrivere e non saprei neanche da dove iniziare, dunque scriverò un pensiero o meglio una riflessione che da tanto mi ripercuote nella testa , forse ormai da troppo tempo.

Mi è capitato recentemente di sentire una mia cara amica, la quale mi stava raccontando di avere dei problemi logistici per la sua laurea che dovrebbe essere a Marzo, e nel caso lei non riuscisse a risolverli purtroppo la laurea slitterà alla sessione di Luglio.
Era nervosa e contrariata, giustamente certo, ed io ho provato un senso di felicità – per lei e per il suo traguardo imminente – ma nello stesso tempo di inadeguatezza e una sensazione di star perdendo tempo.

Nonostante mi ripeto all’infinito che ognuno ha il proprio percorso e la propria strada avrei voluto essere nei suoi panni: essere nervosa per questioni logistiche ma esser arrivata alla fine di quel tunnel che con tanti sacrifici lei guarderà alle spalle. Finire un percorso come quello dell’università – o altri tipi di studi e traguardi – è una grandissima soddisfazione, per alcuni la più grande, ma che mette duramente alla prova la nostra persona, le nostre scelte e paure, e le nostre emozioni.

Quello che da un anno a questa parte cerco di fare è quello di non comparami più con gli altri, anzi con nessuno; Questo non perché credo di essere migliore – tutt’altro – , ma perché se continuassi a farlo non potrei sentirmi soddisfatta mai di me stessa. Mai.
Comparandomi con altri, sarei contenta di aver ”superato” e ”aver fatto meglio” di
qualcun altr*, e non perché ho superato i miei limiti e l’ho fatto per me.
Mettersi a confronto con altri per i loro successi e per le loro storie non fa altro che farci sentire in ritardo ed indietro.

C’è dunque un tempo esatto per tutto? C’è un tempo specifico e determinato per finire l’università, per andare a vivere da sol* , per comprarsi la prima macchina , per prendere la patente, per viaggiare? La mia risposta è : NO.

Non credo ci sia un cronometro umano e temporale che calcoli l’esatta durata perfetta ed ideale, o l’esatto lasso di tempo per il raggiungimento di un qualcosa; Credo però che la determinazione e il voler a tutti i costi concludere un percorso, sia alla base della nostra auto-soddisfazione. Sapere di aver raggiunto un traguardo e/o di aver realizzato il proprio sogno con le proprie forze e con il proprio tempo, sia la gratitudine più bella che ci meritiamo.
L’essere in ritardo – rispetto ai propri coetanei, alle proprie realtà – è una condizione impostaci dagli standard sociali, che aumenta in maniera ingravescente le nostre ansie e la sensazione di non farcela. Dovremo distaccarci da quello che socialmente può esser utile e trovare quello che possa aiutare in primis noi.

Laurearsi in corso, va bene. Laurearsi fuori corso, va bene.
Andare a vivere da sol* a 20 anni, va bene. Vivere da sol* a 30 anni, va altrettanto bene.
Avere la propria macchina a 25 anni, va bene ; A 35 anni, va bene anche così.

Stammi bene! A presto

MB

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