Spero di trovarti bene e soprattutto in buona salute; Un paio di giorni fa, ho messo su Instagram un post triste e malinconico – niente di nuovo insomma – e stavo riflettendo sul fatto che la prossima settimana sarei stata euforica, e non avrei visto l’ora di partire e finalmente evadere da questa monotonia; Il 10 Aprile ci sarebbe stato un evento a Milano, di un gruppo musicale – i Meute – che io ed Ivan adoriamo. Data – nuovamente – la situazione epidemiologica, il nostro evento verrà rimandato per la terza volta.

Non starò qui a scrivere gli innumerevoli motivi che ci hanno portati , ancora una volta, ad affrontare questa situazione – credo che ormai non si parli di altro – ma vi dirò cosa manca a me, e vorrò sapere cosa manca a voi…

Sono più che certa che il titolo dell’articolo ti sia famigliare; #POIVORREI è diventato uno modo di vivere ormai, più che uno stato d’animo. Ci stiamo rendendo conto che, forse quello che facevamo normalmente prima del Covid-19 non era forse così tanto scontato. Così nasce POIVORREI ed è esattamente quello che ho provato oggi quando ho letto l’e-mail di rinvio dell’evento. Un semplice evento che se prima potevamo vedere e vivere a pieno in un weekend, ora sembra irraggiungibile.

A me più di qualunque cosa, manca la libertà; Quella libertà che fa sì che un giorno ti svegli, organizzi una gita fuoriporta oppure un viaggio per le ferie; Quella libertà che ti fa dire : sì lo faccio e basta: scrivo ai miei amici e andiamo a giocare a pallavolo sulla spiaggia, scrivo all* mi* fidanzat* e prendo i biglietti per un film, o infine si va al mercatino dell’usato per ore a girovagare in cerca di pezzi unici.

Ed è molto comune e forse un pò scontato, ma non vedo l’ora di salire su un treno o su un aereo, guardare dal finestrino anche delle semplici autostrade o colline, e sarei capace anche di sopportare il pianto del neonato nel sedile posteriore – cuffie a volume massimo e passa la paura – .

Quel senso di appartenenza che si provava quando si andava ad un concerto; tutti lì per lo stesso motivo e con la stessa voglia di perdere la voce cantando a squarciagola. Per non parlare del post-concerto, ancora infervorati si guardavano i video e le foto fatte.

Questo articolo è malinconico – non lo nego anzi – e credo che in questo ultimo anno abbiamo avuto tutti momenti difficili e demoralizzanti; Ma io spero fortementela speranza è ultima a morire dicevano – che ne usciremo; Torneremo a fare tutte queste cose, magari anche di più, a vivere questi momenti ed emozioni. Forse con un’altra consapevolezza e da un’altra prospettiva, ma torneremo a farle.

MB

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