Ho dei ricordi ancora ben limpidi di quando giunsi in Italia, insieme a mia mamma e mia sorella. Un viaggio in macchina di circa 32 ore ci separava da mio papà e mio fratello che abitavano qui già da qualche anno; La nostra è la stessa storia di altri milioni di romeni che hanno deciso di lasciare il proprio paese per nuove opportunità e migliori condizioni di vita.

Sono ormai 17 anni che vivo in Italia; Un paese che mi ha dato tanto, che amo e che rispetto nonostante io non sia nata qui. Spesso mi sento più italiana che romena, pensate solo che con mia sorella parlo quasi esclusivamente italiano. Però non bisogna mai dimenticarsi le proprie origine, dunque quello che mi porto della Romania è sicuramente il folclore nel quale sono cresciuta: le tradizioni pasquali, religiose e natalizie.

2000 to 2019

Mia mamma non ha mai, e dico mai, smesso di cucinare e mantenere le tradizioni romene; Ci siamo adattati – io innamorata – , mia mamma si è adattata alla cucina Italiana; Uno dei primissimi piatti italiani che cucinò fu la lasagna. Ad esclusione della Pasqua Ortodossa, la quale avviene a distanza di una settimana da quella Cattolica – ma ogni quattro anni coincidono – il Natale lo festeggiamo lo stesso giorno come il Capodanno.

In questo articolo vedrete i piatti più tipici delle festività natalizie romene, che posso variare da regione a regione, con diversi ingredienti o modalità di preparazione; Ma in linea di massima li trovare ad ogni pranzo o cena romeno sia a Natale che a Capodanno.

Salata de Boeuf, è la famosa insalata russa che si conosce qui in Italia – erroneamente aggiungerei – perché l’insalata russa è l’insalata Olivier che si differenzia dalla Boeuf per gli ingredienti: per esempio nella Olivier c’è il tonno, la Boeuf è solo con carne – pollo o manzo -. Io la adoro, è uno dei miei piatti preferiti della cultura romena-moldava! Gli ingredienti sono basici: carote, patate e pollo bollito ed infine il bianco dell’uovo cotto tutto tagliato a pezzetti; Si aggiungono sottaceti come cetrioli e/o peperoni , sale e pepe ed infine il tocco che fa la differenza, la maionese. A me hanno insegnato a farla in casa con i tuorli, senape e olio di semi – l’importante è non cambiare il senso in cui si amalgamano gli ingredienti – verrà perfetta, promesso. Si decora con tutta la fantasia possibile et voilà, la salata de Boeuf è pronta per essere mangiata – io la divoro , fate come meglio credete – . Noi la mangiamo come antipasto , prima di mangiare le Sarmale.

Sarmale. E’ la prima parola che i bimbi romeni imparano, ancor prima di mamma e papà! No a parte scherzi, se non sai cosa sono e sei nato in Romania, dovresti farti un esame di coscienza – con amore – . Le Sarmale sono degli involtini di carne speziata e/o riso avvolti in foglie di verza o di vite; Vengono cucinate anche se non è festa, sono un pò come la pasta con le polpette la domenica, ma durante le feste sono il primo – per così dire -. Si cuociono coperte con della polpa di pomodoro e acqua a coprire, ed inoltre si posso mangiare con il pane o la polenta, in romeno mămăligă .

Infine il dolce, e potrei quasi fare una similitudine con il panettone o il pandoro italiano: immancabile a Natale. Il Cozonac è per eccellenza il dolce romeno, è morbido, ripieno di cacao e granella di noci ed al suo interno ha pezzetti di Rahat. Ora spiego : il rahat o lokum è un caratteristico dolcetto zuccherato diffuso nel Medio oriente il quale ha avuto origine nella penisola balcanica. Si taglia a piccoli pezzi e si mettere all’interno dell’impasto del Cozonac.

Questi sono i piatti tipici romeni, che ho imparato da mia mamma che a sua volta lo ha imparato da sua mamma ecc. , insomma sono ricette tradizionali e antiche che mi ricordano sempre la Romania e la mia infanzia.

Con questo articolo vi auguriamo di mangiare e gustare insieme a chi amate – anche a chi potete visto il periodo – i vostri piatti preferiti e più tradizionali; In piena serenità e vi auguriamo tranquille festività natalizie.

Un caro saluto da I & M

Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto e che non vi abbia annoiati.

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